Su “My Heart Leaps Up”

My heart leaps up when i behold
A rainbow in the sky:
So was it when my life began;
So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,
Or let me die!
The Child is father of the Man;
And I could wish my days to be
Bound each to each by natural piety.

Leggendo il breve componimento di William Wordsworth mi è sempre venuto spontaneo azzardare un accostamento con un haiku giapponese anche se dubito che il poeta, così radicato nelle tradizioni popolari e contadine del suo paese, potesse nutrire un qualche interesse per l’esotismo della poesia giapponese.

Tuttavia la peculiare essenzialità dei versi e intensità di quella emozione che scaturisce dalla contemplazione di un evento naturale, fissano sulla pagina la magia dell’attimo e inducono il lettore sensibile a stupirsi di fronte alla bellezza del creato proprio come in un haiku. Ma l’eco finisce qui, perché l’estensione dei versi e il loro tono moralistico rendono la nostra poesia meno ermetica rispetto alla tradizione giapponese e più in linea con le convinzioni stilistiche dell’autore.

Ai lettori forniti delle specifiche conoscenze linguistiche vorrei consigliare di accostarsi a questo classico della Poesia Romantica inglese nella sua versione originale evitando di tradurlo in modo scolastico : si rischierebbe di rendere quel “Simple Language really used by men”, utilizzato dal poeta per arrivare al cuore di tanti, in maniera troppo semplicistica e finanche banale.

Si cerchi invece di cogliere il senso di quei semplici versi inglesi, pregni di significato, e di lasciarsi affascinare da quel Sound of Poetry che, nello studio di una lingua straniera, fa la differenza.

Professoressa Manfrè, docente di lingua inglese

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