Sondaggio: politica e giovani

“I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente. La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per la umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze. La politica diventa poca cosa se non è sospinta dalla speranza di un mondo sempre migliore. Anzi, dal desiderio di realizzarlo. E di consegnarlo a chi verrà dopo, a chi è giovane, a chi deve ancora nascere. La politica, deve saper affrontare i problemi reali, ha bisogno di concretezza.”

– Sergio Mattarella

Ad oggi i giovani sembrano essere sempre più lontani dalla politica, come se questo fosse un aspetto della società che non li riguarda direttamente, un aspetto che nulla possa avere a che fare con la loro vita.

Abbiamo svolto un sondaggio su un campione di giovani fra i 16 e i 26 anni, costituito per il 66,5% da minorenni o neodiciottenni che non hanno avuto la possibilità di votare in quanto non si sono svolte elezioni dal giorno in cui essi hanno compiuto gli anni a quello dell’intervista, e dal restante 33,5% da effettivi elettori; con questa piccola intervista abbiamo voluto vedere se effettivamente i giovani non si interessano della politica e se questa disinformazione è da imputare a loro stessi o se invece è proprio lo Stato che, troppo impegnato nei suoi affari, trascura la fascia forse più importante della società e sembra non capirla.

La prima cosa che abbiamo voluto scoprire è stata la reale percentuale di giovani che si ritengono effettivamente informati sulla situazione politica italiana: solo l’8,5%. Le motivazioni della disinformazione espresse dal rimanente 91,5% sono state di vario genere: mancanza di interesse (45,5%), mancanza di fiducia (4,5%) o entrambe le motivazioni con l’aggiunta della concreta mancanza di tempo (27%); c’è stata infine una percentuale del 23% che ha affermato di non avere un motivo valido da assegnare a questa lacuna, vale a dire che pensa di essere nel torto nel misconoscere la politica ma che, nonostante ciò, non si attiva per diventarne consapevole.

Un esempio concreto sulla situazione politica europea che abbiamo chiesto di valutare ai nostri intervistati è stato quello relativo al Referendum della Catalogna, una notizia di cui si è parlato tanto in questo periodo: il 33,5% era a conoscenza di questa situazione, anche se non tutti in modo dettagliato, il 66,5% invece non ne era affatto al corrente.

Sono dati che fanno riflettere su come, oramai, ci sia una sorta di rifiuto della politica da parte dei giovani, valutata, dalla maggior parte degli intervistati, in modo negativo. Un altro parere che abbiamo voluto conoscere è stato espresso con la seguente domanda: “Credi che l’Idea di politica sia connessa a valori positivi come la passione, il dovere, i progetti, o a idee negative come denaro, fama, potere, corruzione?”. Il 71% ha risposto di vederla connessa solo con idee negative. Questo dimostra come l’odierna corruzione del sistema politico abbia alterato un mezzo di potere che, alla sua nascita, si era fondato su motivazioni nobili.

Quest’ultimo concetto è strettamente legato con un altro relativo al reale comportamento dei politici attuali: la politica è solo un gioco di potere oppure è sinceramente rivolta al miglioramento delle condizioni del cittadino? Ben il 96% ritiene che sì, sia solo un mero gioco di potere dal quale, secondo il 59% degli intervistati, è impossibile sottrarsi una volta entrati a farne parte: la corruzione è, per l’opinione di molti, una condizione inevitabile di chi entra a far parte del mondo della politica; il 41% pensa invece che, con una grande forza di volontà, il mantenimento delle proprie virtù morali, sia possibile. Forse è per questo che solo il 16% ha espresso il desiderio, un giorno, di lavorare nel settore politico.

Ci siamo infine informati su un evento di alcuni mesi fa che ha riguardato tutti quanti più da vicino: il Referendum Costituzionale. Il 59% ha dichiarato di essersi informato su questo argomento di cui si è parlato davvero, davvero tanto, anche e soprattutto a scuola, uno dei luoghi più importanti per noi studenti, in cui si ha, alle volte, modo di esaminare, con l’aiuto di figure che fanno per noi da guida nell’approcciarci al mondo degli adulti, fatti rilevanti come il sopracitato. Per concludere, abbiamo voluto dare voce ai giovani chiedendo loro cosa avrebbero votato al Referendum Costituzionale se ne avessero avuto la possibilità: il 19% avrebbe votato “Sì”, l’81% “No”.

La speranza dei giovani per l’Italia è che questa possa migliorare l’opinione negativa di essa che ormai in molti hanno, recuperando, laddove perduti, i valori positivi che portarono alla nascita della Nostra Italia, un’Italia che in molti possano sentire come Patria da amare e non solo come nazione in cui vivere.

Chiara Brugaletta, Emilia Cascone, Elena Farruggio

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