Il “Questionario di Proust”

Il cosiddetto “Questionario di Proust” consiste in una serie di domande finalizzate a conoscere a fondo la personalità del soggetto che fornisce le risposte, una sorta di intervista introspettiva.

Deve il suo nome al celebre scrittore francese Marcel Proust che, su invito dell’amica Antoniette Faure, accettò di rispondere per iscritto alle domande.

Le risposte dello scrittore furono ritrovate nel 1924 da uno dei figli della Faure.
Successivamente Proust rispose per la seconda volta a un questionario analogo al primo. I questionari, infatti, rappresentavano una diffusa forma di intrattenimento nei salotti del XIX secolo.

Le domande dei due questionari sono molto simili ma le risposte differiscono notevolmente. In cima al foglio scrisse “Marcel Proust par lui-même” ( Proust raccontato da Proust).

La pubblicazione delle risposte diede molta popolarità al questionario tanto che tutt’ora numerose riviste continuano a proporlo ai lettori.

Nel 2003 il manoscritto originale è stato venduto all’asta per la somma di 102.000 euro. Di seguito riportiamo il secondo questionario a cui lo scrittore francese si sottopose.

Proust raccontato da Proust

– Il tratto principale del mio carattere:
Il bisogno di essere amato, e, più precisamente, il bisogno di essere vezzeggiato e viziato ben più che di essere ammirato.

– La qualità che desidero in un uomo:
Qualche tratto di fascino femminile.

-La qualità che preferisco in una donna:
Qualche virtù da uomo e la franchezza nel cameratismo.

– Quel che apprezzo di più nei miei amici:
Che siano teneri verso di me, se la loro persona è abbastanza delicata da attribuire un gran valore alla loro tenerezza.

– Il mio principale difetto:
Non saper, non poter “volere”.

– La mia occupazione preferita
Amare.

– Il mio sogno di felicità:
Ho paura che non sia abbastanza elevato, e ho paura di distruggerlo dicendolo.

– Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia:
Non aver conosciuto né mia madre né mia nonna.

– Quel che vorrei essere:
Me stesso, quale vorrebbero le persone che ammiro.

– Il paese dove vorrei vivere:
Quello in cui certe cose che vorrei si realizzerebbero come per incanto e in cui la tenerezza fosse sempre corrisposta.

– Il colore che preferisco:
La bellezza non è nei colori ma nella loro armonia.

– Il fiore che amo:
Il suo – e, poi, tutti gli altri.

– L’uccello che preferisco:
La rondine.

– I miei autori preferiti in prosa:
Oggi Anatole France e Pierre Loti.

– I miei poeti preferiti:
Baudelaire ed Alfred de Vigny.

– I miei eroi nella finzione:
Amleto.

– Le mie eroine preferite nella finzione:
Bérénice.

– I miei compositori preferiti:
Beethoven, Wagner, Schumann.

– I miei pittori preferiti:
Leonardo da Vinci, Rembrandt.

– I miei eroi nella vita reale:
Darlu, Boutroux

-Le mie eroine nella storia:
Cleopatra.

– I miei nomi preferiti:
Ne ho uno solo per volta.

– Quel che detesto più di tutto:
Quel che c’è di male in me.

– I personaggi storici che disprezzo di più:
Non sono abbastanza istruito.

– L’impresa militare che ammiro di più:
Il mio volontariato!

– La riforma che apprezzo di più:

(non c’è risposta)

– Il dono di natura che vorrei avere:
La volontà, qualche seduzione.

– Come vorrei morire:
Migliore – e amato.

– Stato attuale del mio animo:
Il fastidio di aver pensato a me per rispondere a tutte queste domande.

– Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza:
Quelle che comprendo.

–  Il mio motto:
Avrei troppa paura che mi portasse sfortuna.

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