Incontro con Dacia Maraini

Chiamarla “scrittrice” è riduttivo. Dacia Maraini non è solo questo. È anche poetessa, saggista, sceneggiatrice e drammaturga, ma soprattutto è una donna eccezionale che nella sua vita e nelle sue opere dimostra sempre di conoscere e comprendere a fondo tematiche come l’infanzia e la condizione femminile.
Lunedì 23 ottobre questa straordinaria autrice ha tenuto una conferenza presso la biblioteca comunale “G. Verga” di Ragusa.
Per iniziare, ha parlato a lungo di uno dei suoi ultimi romanzi, Chiara di Assisi: Elogio della disobbedienza. L’idea di scrivere questo libro si è formata attraverso lo studio delle scrittrici mistiche. Esse narrano la loro fede e il loro rapporto con Dio in maniera sensuale e tenera, ma non blasfema, anzi molto intima e personale. La nostra cultura è stata costretta a rinunciare a questo ricco mondo letterario costituito dalle mistiche, perché la Chiesa del Medioevo l’ha censurato e condotto verso l’oblio.
Di certo sono donne anticonvenzionali, ma anche santa Chiara lo è, come ci suggerisce il sottotitolo del romanzo (Elogio della disobbedienza). E a chi disobbedisce Chiara? Alla Chiesa come istituzione, auspicando un ritorno alla vera Chiesa, cioè quella descritta dal Vangelo, mediante l’assoluta povertà e l’uguaglianza. A quei tempi la parola delle donne è ritenuta priva di alcun valore, quindi Chiara non può andare per le strade a predicare gli insegnamenti di Cristo; ma nonostante ciò riesce a mantenersi sempre in contatto con la gente, perché è proprio la gente a farle spesso visita nel convento da lei fondato.
Questo romanzo fornisce una diversa interpretazione di Chiara d’Assisi rispetto a quella classica: la donna non è un’ “appendice” né tanto meno un’innamorata di san Francesco, al contrario prende le proprie decisioni con grande risolutezza e indipendentemente dalle scelte di lui. Rappresenta uno straordinario esempio di coerenza, passione e intelligenza.
Nella seconda parte della conferenza, Dacia Maraini ha condiviso con il pubblico una semplice ma illuminante riflessione sull’importanza di leggere e scrivere.

Perché è necessario leggere? Perché la lettura è formativa: la lettura forma l’immaginazione, che è il motore più importante del nostro corpo. Quando si legge un libro lo si riscrive. E cosa significa scrivere? Vuol dire fermare il pensiero, che è fluido, scorre.

Foto di Arianna Guastella e Giulia Laghezza

 

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