Dove sono le compositrici?

Nel corso della storia la donna è stata penalizzata e molte volte è stata vittima di sistematiche estromissioni, che in ambito musicale, e più esattamente compositivo, si fanno più evidenti che altrove. Chiunque potrebbe ricordare i nomi dei più grandi compositori che emersero nella storia della musica, ma pochissimi potrebbero rievocare a tal riguardo il nome di qualche geniale compositrice.

Tuttavia le donne e la composizione vantano una lunga sequela di nomi illustri che affiancano, non senza una considerevole dose di brani e repertori, quelli maschili già a partire dal periodo rinascimentale. Ciò non può che dipendere dalla pessima condizione sociale e culturale della donna, ma è anche vero che non troppo si è fatto per riportare in auge alcune delle più notevoli compositrici dei tempi andati, definitivamente lasciate, specie agli occhi del grande pubblico, nel più totale oblio.

Si potrebbe cominciare ricordando una donna illustre, che ebbe una carriera mancata, Maria Anna Mozart, sorella di Wolfgang Amadeus Mozart. Lei suonava eccellentemente il clavicembalo e il pianoforte. Era una grande musicista, ma anche una pregevole compositrice che se non avesse dovuto, per costrizioni sociali e familiari, trovare marito e creare una famiglia, come fosse l’unico obiettivo a cui la donna poteva ambire, si sarebbe probabilmente espressa nel migliore dei modi possibili. Negli anni giovanili, sia Amadeus che Maria Anna Mozart si esibirono insieme, ma più tardi il padre deciderà di sacrificare il talento di Maria Anna Mozart perché non bastava il denaro per finanziare i tour europei di entrambi, e cosi all’età di diciotto anni la carriera della ragazza fu interrotta.

 

Immagine correlata Maddalena Casulana, fu una cantante, liutista e compositrice del periodo tardo rinascimentale,   nonché prima donna in assoluto ad aver pubblicato proprie composizioni nella storia della musica occidentale. Maddalena mise in risalto il pretenzioso errore degli uomini di possedere essi soli doti intellettuali, e di non credere possibile che possano esserne dotate anche le donne.

Maddalena sin dall’inizio rivelò uno stile molto personale ed originale, dato che si suppone non abbia avuto un insegnante di musica specifico per questa disciplina. Nei suoi madrigali, si nota una mancanza di elementi compositivi tipici, e di deroghe ai canoni armonici, quali: le imitazioni, la presenza di molti cromatismi, così come il frequente ricorso dei temi nel volgere di poche battute. Tutto questo però viene messo in secondo piano dagli effetti originali e caratteristici che ne scaturiscono attraverso la creazione di passaggi a volte drammatici dove contrappone i registri alti a quelli bassi, utilizzando dissonanze ardite per quell’epoca. Ascolta: Morir non può il mio cuore.

 

 Francesca Caccini, la prima compositrice della storia a scrivere la monumentale opera “La liberazione di Ruggiero”, fu una delle musiciste che maggiormente contribuì all’evoluzione della musica barocca. . Suonava il liuto, il chitarrinetto e il clavicembalo e all’età di diciotto anni inizia a comporre. Francesca emerse subito per la sua angelica voce e dopo pochi anni fu chiamata, da Maria dei Medici, alla corte del Re, ma i Medici fiorentini la rifiutarono. Francesca Caccini oltre a distinguersi come cantante, scrisse poesie in latino e in volgare, apprese le lingue straniere riuscendo a cantare sia in francese che in spagnolo e poco dopo aprì una scuola di canto. La Caccini scrisse madrigali, ballate, variazioni, musica per voce e fu un’attiva collaboratrice negli spettacoli di corte, come esecutrice di musica sacra e profana. Nel 1607 entrò ufficialmente nell’organico di corte e divenne la musicista più pagata.

 

 

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E ancora oltre troviamo i nomi di Barbara Strozzi che è stata una compositrice e soprano italiana, esponente di rilievo della musica barocca.

 

 

Claudia Sessa è stata una compositrice, cantante e monaca cristiana italiana, fu rinomata come abilissima cantante, strumentista e musicista.

Sulpitia Cesis fu una compositrice italiana, il suo lavoro è diverso da altri lavori scritti in quel periodo  perché contiene indicazioni per strumenti come cornetti, tromboni, violoni e arcvioloni. Esiste anche una parte di basso, il che è interessante considerando che questa musica è stata scritta per un gruppo di monache di clausura, sicuramente questa parte fu scritta per  l’organo o per la viola da gamba.

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Claudia Rusca sin da piccola studiò musica e già da giovane era un’abile compositrice. Questa sua virtù le servì per essere lodata e rispettata, ma anche per entrare in monastero a praticare l’arte dell’insegnamento.

 

 

 

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Chiara Cozzolani è stata una monaca cristiana italiana, nonché un’eccellente cantante e compositrice. La sua prima pubblicazione del 1640 è andata perduta, ma ciò che rimane della sua produzione compositiva permette di assegnarle un ruolo di notevole importanza nel panorama musicale milanese della metà del XVII secolo. Ultimogenita di una ricca famiglia di mercanti milanesi, ricevette in casa la sua educazione musicale.

 

 Isabella Leonarda era una compositrice molto apprezzata nella sua città natale, ma la sua musica era apparentemente poco conosciuta in altre parti d’Italia. A Leonarda si attribuisce la produzione di quasi duecento composizioni, ma sembra che avesse più di 50 anni prima di iniziare a comporre regolarmente. Le opere di Leonarda includono esempi di quasi tutti i generi sacri: mottetti e concerti sacri da una a quattro voci, dialoghi sacri latini, salmi, responsori, Magnificat, litanie, messe e sonata da chiesa. Ha anche scritto alcune sacre canzoni soliste con testi in volgare. Solo due donne italiane hanno dato un contributo alla musica strumentale, ognuna delle quali pubblica una sola raccolta in questo campo. L’Opus 16 di Leonarda è una di queste due collezioni, l’altra è una composizione di Marieta Morosina Priuli. Sebbene il genere predominante di Leonarda fosse il motto solista, la maggior parte dei suoi notevoli risultati storici provenivano dalle sue sonate. Fu la prima donna a pubblicare sonate, componendone molte durante tutta la sua vita. Le sonate di Leonarda, tuttavia, sono insolite nella loro struttura formale.

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  Raffaella Aleotti, nota come straordinaria organista, violinista e liutista, fu la prima donna della storia a pubblicare composizioni di musica sacra. Iniziò lo studio della musica sin da giovanissima.

 

 

Cornelia Calegari per le sue meravigliose composizioni si conquistò il titolo di Divina Euterpe, in riferimento alla musa della musica. Le sue capacità compositive e canore furono presto scoperte e apprezzate dai suoi stessi concittadini, tanto che nel 1659, a soli 15 anni, viene pubblicata la sua prima opera. La sua carriera iniziò nell’era d’oro della musica e della composizione conventuale; divenne una delle più famose ed apprezzate musiciste in questo ambito. Maria Calegari compose parti musicali complesse, composte da sei voci con accompagnamento strumentale e fu anche autrice di madrigali, canzonette, vespri e altra musica sacra. È nota per la sua capacità di trasmettere grandi emozioni con il suo lavoro, in un’epoca in cui gran parte della musica non era concepita per questo scopo.

 

Queste sono storie di donne che, nonostante le condizioni sociali e culturali del loro tempo, seppero dare alla musica un contributo che, ancora oggi, non trova posto alcuno nella memoria collettiva.

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