Violenza insensata

Quasi quotidianamente sentiamo parlare di nuovi episodi di femminicidio o di violenza sulle donne. Nella maggior parte dei casi, i colpevoli sono gli uomini: mariti, compagni, fidanzati, fratelli, padri che si ingelosiscono anche quando queste donne parlano con un altro uomo, si vestono in modo troppo appariscente per i loro gusti, preferiscono a volte uscire con le proprie amiche invece che con loro. Troppi uomini considerano le donne una loro proprietà e pensano di potersene servire come vogliono.
Le donne non sono esseri inferiori dotati di abilità ridotte e incapaci di difendersi da soli. Molti invece ritengono che sia necessario proteggerle da tutto e da tutti, segregarle in casa impedendo loro di uscire, come se il mondo là fuori fosse troppo crudele. Così alcune donne finiscono per convincersi di essere realmente inferiori, dipendono completamente dagli uomini e si sentono perdute senza il loro sostegno. Altre, al contrario, tentano di essere indipendenti e si ribellano all’“autorità” dell’uomo. Per tale motivo vengono inevitabilmente punite: prima uno schiaffo, un pugno, poi un calcio, poi…
Poi, se la donna in questione è fortunata, l’uomo si limita alla violenza, ma se non lo è, viene uccisa. Uccisa da chi sosteneva di amarla.
Questo destino è toccato a troppe donne nel mondo. Occorre evitare che si giunga a questo. Purtroppo, le donne sono spesso disposte a dimenticare, a perdonare la violenza perché credono o di meritarla o che gli uomini non si spingeranno oltre il “semplice schiaffo”. Invece è proprio del primo segnale che ci si deve accorgere: mai sottovalutare, mai lasciar correre. Bisogna denunciare immediatamente (ma è anche necessario che le forze dell’ordine prendano provvedimenti seri).
In Italia, negli ultimi anni, il fenomeno si è diffuso in modo allarmante: ogni giorno, televisione, social network, giornali, radio riportano notizie di violenza contro le donne. Sembra quasi che più se ne parli, più questo fenomeno si sviluppi. Perché? Perché, in realtà, benché veniamo informati sull’argomento, non ce ne interessiamo veramente e non ci adoperiamo per risolvere il problema.
È la mentalità che occorre cambiare. Per esempio, quando un uomo e una donna cercano lavoro, l’uomo viene assunto più facilmente. Ci vantiamo di vivere in una società che rispetta i diritti di tutti, ma la realtà dei fatti è che si pensa che le donne siano subordinate agli uomini. E probabilmente non si arriverà mai a un’effettiva uguaglianza. Perché le donne non sono considerate al pari degli uomini? Quali le ragioni di queste differenze, dato che possediamo le stesse capacità? La risposta potrebbe essere questa: nelle società antiche, i forti predominavano sui deboli e quindi l’uomo prevaleva sulla donna. Echi del lontano passato risuonano ancora oggi.
Finora ho parlato di violenza degli uomini sulle donne, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: fortunatamente, esistono uomini che rispettano la dignità e la libertà delle donne. Spero che questi diventino un modello da imitare per tutti gli altri. Non dobbiamo nemmeno sfociare in un femminismo esasperato: le donne sono uguali, non superiori agli uomini. Perciò ogni forma di sopruso e di violenza è insensata.

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