Vittorio Sgarbi a Ragusa, “Alla scoperta dei tesori nascosti”

Giovedì 23 novembre il Duomo di San Giorgio a Ibla ha ospitato la Lectio magistralis del critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi, una delle tante attività organizzate dalla nota rivista settimanale Panorama nel ragusano; Ragusa Ibla è stata infatti scelta come location per ospitare interessanti conferenze riguardanti il territorio siciliano e le sue tradizioni, un evento decisamente interessante che ha visto l’affluenza di numerosi ragusani.

E’ stato lo stesso Sgarbi a scegliere il Duomo di Ibla come sfondo per la sua lezione “Alla scoperta dei tesori nascosti di Ragusa”, non c’è infatti niente di più affascinate che parlare di arte locale mentre si è immersi in essa stessa. Ha aperto la sua lectio con un breve elogio alla chiesa come luogo di raccolta, “un’ecclesia per l’uomo e un Dio per tutti”, e uno più lungo e introduttivo riguardo la provincia di Ragusa. Molto importante è la sua carriera politica nella Sicilia occidentale, soprattutto nella città trapanese di Salemi, da questi luoghi meravigliosi infatti comincia a sbocciare il suo amore per la Sicilia tanto da ritenere la strada da Palermo a Mozia la strada più affascinante in tutta Italia, ma la parte occidentale della Sicilia è colpita particolarmente da una grande piaga ben visibile, la famigerata mafia, quella stessa mafia che oltre a intimorire i siciliani deturpa vergognosamente l’ambiente naturale, riguardo ciò Sgarbi dice che il suo caro territorio trapanese è frastagliato da più di 1500 pale eoliche, molte di queste non attive e abusive, tutte frutto della mafia. Ma c’è una provincia siciliana ancora quasi totalmente immune da questa terribile malattia umana, è Ragusa, la più bella provincia siciliana che al tempo stesso è vista così lontana e così differente dalle altre, è considerata come un luogo remoto e alternativo, piena di bellezze straordinarie, di natura incontaminata e soprattutto possiede quella sfumatura diversa che la contraddistingue e la diversifica, i muretti a secco. Chi riesce a cogliere ogni aspetto di Ragusa è l’artista sciclitano Piero Guccione, pittore di natura e di paesaggio, uno dei pochi che ha una tecnica personale e unica nel guardare l’infinito trovandolo nel mare, nel cielo e nella campagna; ciò che ha influito particolarmente a formare quest’animo di Guccione che facilmente vibra agli impulsi esterni fu principalmente la sua città natale, Scicli, il fulcro dell’arte italiana, Goethe disse che non si può avere coscienza dell’Italia se prima non si è andati in Sicilia, tutto nacque in quest’isola ribelle, lo Stato, la lingua, la letteratura e la bellezza.

E questa provincia vista con sguardi lontani dal mondo siciliano che la circonda è fonte di ispirazione per poeti di ogni tempo, il primo esempio riportato da Sgarbi è Gesualdo Bufalino, introdotto nella sua lezione attraverso un aneddoto spiritoso riguardo il loro primo approccio all’altro. Bufalino partecipò e in seguito vinse il premio Campiello, a far parte dei trecento lettori che componevano la giuria popolare vi era anche Elisabetta Sgarbi, spinta dal fratello Vittorio a dare il voto al testo di Anna Banti, ma “per fortuna”, come ha detto Sgarbi, la sorella non gli diede ascolto e votò il lavoro di Bufalino che vinse con solo un voto in più il prestigioso premio di narrativa italiana nel 1981. Sgarbi fu l’unico politico italiano a essere presente al funerale di Bufalino e, riportando le esatte parole del critico, quando vide la salma dello scrittore pensò “Gesualdo sei un morto secco secco secco”. Sgarbi è riconoscente al suo amico scrittore perché ha reso giustizia attraverso l’arte della prosa al suo territorio natio, tra i tanti passi che avrebbe potuto leggere per la sue lezione del 23 novembre, Sgarbi ne ha selezionato uno sulla fascinosa Ibla “Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla. E convengo ch’è una discriminazione maleducata, non so quanto abbia da guadagnarne il turismo locale. Fatto sta che ci vuole una certa qualità d’anima, il gusto per il tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia.”

Una volta aver terminato l’introduzione generale sul territorio si è soffermato sui monumenti di Ragusa superiore e inferiore accompagnando la spiegazione con diverse immagini proiettate alle sue spalle. Il primo edificio che ha descritto è la Prefettura di Ragusa con i suoi affreschi del periodo fascista, nel 1987 Sciascia disse a tutti i ragusani di non vergognarsi di questi affreschi ma anzi di prendere coscienza di possedere una Prefettura che doveva essere ritrovata, nel senso latino del termine, sottolineò il concetto che non bisognava aver paura di queste immagini perché non era possibile prevedere il ritorno del fascismo e i ragusani lo ascoltarono, i teli che coprivano i manifesti del fascismo di Duilio Cambellotti furono finalmente tolti e attraverso questo gesto Sciascia fece diventare Ragusa una città illuminata, aperta. Inoltre Sgarbi ha aggiunto che l’arte di Duilio Cambellotti è nitida e potente, è riuscito a ricreare la forza di Roma ed è un artista di cui la città si può vantare perché aveva il talento di realizzare dettagli più precisi del Guernica di Picasso.

Come non portare il focus dell’attenzione verso il luogo ospitante la conferenza, il Duomo di San Giorgio, simbolo supremo di un Barocco equilibrato, un gioco di estrema monumentalità che si lega perfettamente all’impianto urbanistico circostante, è stato e sarà uno spazio meraviglioso per accogliere lo spirito di Dio e tutti i suoi credenti, e il richiamo al mondo greco con le colonne che contribuiscono a sostenere la struttura, secondo Sgarbi è “un Barocco che non si barocca”, non cade nell’eccessivo ed è di una piacevolezza unica, è stato per il critico una sorpresa positiva. A seguire c’è il magico Castello di Donnafugata dove si respira la vita dei baroni intrinseca di mistero e oscurità, luogo d’ispirazione per Giuseppe Tomasi di Lampedusa e successivamente per Luchino Visconti. E poi il ponte Vecchio costruito per necessità, per collegare due parti della città ma divenuto simbolo di Ragusa insieme ai suoi posteri fratelli. La Cattedrale di San Giovanni Battista, imponente e sublime, si erge al centro storico di Ragusa e gioca con i suoi contrasti di colore fra il bianco marmo e la pietra vulcanica nera. Santa Maria delle Scale, un vero gioiello costruito fra Ragusa e Ragusa Ibla, sobria e misurata ma contiene al suo interno stili e colori diversi. La chiesa della Madonna dell’Idria con il suo campanile prepotente ricoperto di mattonelle di blu vibrante dipinte. Nel 1600 viene datata la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, sobria nello sviluppo e ricca di allegorie. La neo-rinascimentale chiesa dei Cappuccini conserva al suo interno un preziosissimo dipinto, un Trittico di Pietro Novelli, uno dei più grandi pittori dopo Caravaggio.

Caratteristici di Ragusa sono anche i suoi grandi palazzi, Palazzo Schininà, il Palazzo delle Poste in stile fascista e con la sua pietra rustica a vista, l’ammiccante e giocoso Palazzo Zacco, il Palazzo Bertini con i suoi tre caratterizzanti mascheroni , Palazzo Sortino Trono, il Palazzo Battaglia che è ancora di proprietà di un privato e non comunale ma è mantenuto e gestito con cura, dice Sgarbi riguardo ciò “lo Stato non è la proprietà di un bene ma la coscienza di un bene”, infine Palazzo Arezzo, uno degli ultimi palazzi che Vittorio Sgarbi ha visitato, al suo interno è presente un prezioso lavoro del pittore Antonello da Messina.

Conclude la presentazione dei gioielli di Ragusa con il sito archeologico di Camarina, un posto dove i Greci abitano ancora, la classicità, per Sgarbi, si sente scorrere nelle vene più a Camarina che a Delfi o a Olimpia.

Ragusa è una città che respira arte, ha una propria anima, differente dalle altre, una personalità ben distinta e frizzante, è necessario, secondo Sgarbi, valorizzare la sua bellezza per incrementare la sua fama e consecutivamente il suo turismo, possiede numerosi monumenti protetti sotto la firma dell’UNESCO ma nonostante ciò è necessario “far risorgere” questa città.

 

Sgarbi per Panorama 1
Sgarbi per Panorama 2

 

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