Neos, la mostra degli studenti

L’associazione studentesca “Federstudenti” e il Centro di Aggregazione Culturale presentano “Neos”, mostra d’arte a cura di Giovanni Caruso, la prima realizzata interamente da studenti, la cui inaugurazione si terrà sabato 13 gennaio alle 18:00 presso il Centro di Aggregazione Culturale in via Mario Leggio 174, gentilmente concesso dallo stesso, e per il quale si ringrazia in particolare Amedeo Fusco che ha seguito tutti i preparativi. Le opere, realizzate con tecniche e su materiali diversi, saranno tenute in mostra nei locali dell’associazione fino a domenica 21 gennaio; durante la settimana di esposizione, “Neos” sarà accompagnata da piacevoli esibizioni musicali a cura degli studenti.

Il progetto coinvolge quindici giovani artisti provenienti da diverse scuole superiori ragusane, rappresentando un unicum nel panorama artistico della nostra città. L’associazione ha deliberatamente scelto di non assegnare un preciso tema alla mostra, in modo da non limitare la creatività degli artisti, in quanto per la maggior parte di essi questo si trova ad essere il primo approccio al mondo dell’arte e dell’esposizione artistica in particolare.
Il curatore della mostra, Giovanni Caruso, studente dell’ultimo anno del Liceo Classico Umberto I, ha voluto condividere con noi di Hermes il motivo per cui ha voluto mettersi in gioco per la realizzazione e la riuscita di questo progetto: “Sono sempre stato un grande appassionato d’arte, passione trasmessami anche da mio padre, ma l’ispirazione più grande me l’ha data il mio artista preferito, Jean-Michel Basquiat, writer e pittore newyorkese: quando aveva diciassette anni, più o meno la mia età, si è buttato nel mondo dell’arte insieme all’amico Al Diaz e ha riempito la sua città di graffiti, opere che sconvolsero New York. Basquiat a soli diciassette anni ha avuto il coraggio di immergersi nell’arte, di cambiarla, sperimentando sempre nuovi e differenti modi di esprimersi. Crescendo sempre più come artista e stringendo amicizie con personalità importanti del panorama artistico statunitense (uno fra tutti: Andy Warhol), è riuscito a sfondare, a diventare qualcuno, ma soprattutto è riuscito a far rivalutare l’arte popolare dei graffiti nelle strade di New York e ad elevarla a rango di arte vera e propria, un po’ come fece Marziale, ai tempi, con l’epigramma a Roma. Mi ispiro a Basquiat perché lo ammiro, non solo come artista, ma in primis per la sua intraprendenza, il suo coraggio, il suo animo”.

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