Primo mercoledì letterario:Elio Vittorini


Si è concluso mercoledì 21 febbraio il primo dei sei incontri dedicati ad alcuni dei principali autori letteratura italiana del secondo Novecento. Il corso si è svolto presso l’Istituto Tecnico Per Geometri “R. Gagliardi” dalle 15 alle 17. Elio Vittorini è stato il protagonista di questo primo incontro tenuto dal professore Alessandro Cangemi.
Vittorini, nato a Siracusa nel 1908 da padre di origine bolognese e madre siracusana, durante l’infanzia seguì molto gli spostamenti di lavoro del padre, un ferroviere, in giro per la Sicilia. Costretto dalle pressioni del padre, frequentò la scuola di ragioneria per i primi tre anni e dopo quattro tentativi di fuga, nel 1924 abbandonò definitivamente la Sicilia. Fu attivo dal punto di vista politico, seppure prima impegnato tra i fascisti di sinistra successivamente, in seguito alla sua espulsione dal partito, si legò al partito comunista, dal quale però si allontanerà a causa della mancanza di libertà di pensiero in questo partito. Collaborerà con numerose case Editrici (Bompiani, Mondadori, Einaudi), oltre a fondare diverse riviste, il Politecnico e il Menabò che diresse insieme a Italo Calvino. Muore a Milano nel 1966 dopo una vita dedicata interamente alla promozione culturale nella società. Emerge il suo ruolo sociale e la sua idea di intellettuale, che lui definisce “intellettuale organico delle masse “: l’intellettuale ha l’importante compito di interpretare i bisogni delle masse, schierandosi dalla loro parte, e smascherare gli inganni della borghesia nei confronti delle classi subalterne. Per Vittorini la letteratura non deve essere consolatoria, ma rivoluzionaria, per poter salvare l’umanità, continuamente “offesa” dai soprusi del potere.
Significativo risulta inoltre il suo tentativo di sprovincializzazione della cultura italiana, che doveva confrontarsi con altre culture per poter arrivare a una contaminazione. Negli anni ’30 e ’40 i si diffuse tra gli intellettuali una tendenza filo-americana in contrapposizione all’esterofobia fascista. Vittorini risulta sicuramente uno dei maggiori esponenti di questa scoperta della letteratura americana, supportata anche dal suo lavoro di traduttore di testi in lingua inglese.

Questi i punti focali del suo pensiero emersi durante l’incontro. La lezione è stata accompagnata dalla lettura di alcuni passi significativi delle sue opere permettendo di comprendere maggiormente e più concretamente il messaggio vittoriniano. Un’iniziativa sicuramente molto interessante che mira a dare una minima conoscenza degli autori a noi forse più vicini dal punto di vista cronologico.

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