Le Kumari, è davvero così bello essere una giovane divinità?

LA RELIGIONE HINDU

Il Nepal è una regione montuosa e fredda in Asia centro-settentrionale, confinante con India e Cina, e di estensione relativamente bassa. L’ultimo censimento a fini teologici è stato fatto nel 2011, e secondo il risultato ottenuto l’81,3% della popolazione nepalese è indù, il 9% buddhista, il 4,4% musulmana, il 3%  il Kirant Mundhum o Yumaismo, mentre l’1,4% cristiana e infine lo 0,9% segue altre – ad esempio la fede naturalistica Bön o atea. La religione Hindu ha quindi solidissime basi in Nepal, in quanto praticata da quasi tutta la popolazione. Fondamentalmente la religione Hindu (meglio nota come Induismo) non è un vero e proprio credo unitario, in quanto ha diversi aspetti e caratteristiche che variano in base al luogo di pratica, tuttavia questo credo, o per meglio dire questa corrente religiosa, ha tuttavia origini antichissime, e solo in india ha più di 9 milioni e mezzo di praticanti (su una popolazione di circa 1 miliardo di persone).

COSA SONO LE KUMARI

Gli Hindu definiscono “Kumari” l’incarnazione della Dea Taleju Bhawani, meglio conosciuta come Durgā, in India. Il termine in sè vuol dire letteralmente “vergine”, e il significato di tale termine sta ad indicare la purezza inviolata della Dea. Convenzionalmente si indica l’esistenza attuale di tredici Kumari, anche se si pensa che ogni villaggio nepalese ne possieda una. Dopo l’unificazione della Repubblica Federale Parlamentare del Nepal, solo la Kumari di Kathmandu conquistò il titolo di Kumari Reale, divenendo la più importante. Tuttavia oltre a lei, sono importanti anche le dee di Patan e Bhaktapur. In base al luogo in cui si trova, le cerimonie e lo stile di vita di una Kumari differiscono, spesso anche di molto. La dea viene scelta tra tutte le bambini delle caste maggiori, fasce di appartenenza della divinità Buddha; una vera Kumari deve avere trentadue requisiti corporei particolari (come ciglia lunghe, lingua piccola, nessuna ferita sul proprio copro…). L’attuale Kumari Reale è Trishna Shakya. Ma come funziona la vita di una Kumari Hindu?

LA TRISTE VITA DI COLEI CHE E’ IN REALTA’ UNA BAMBINA

Una volta che la Kumari è stata scelta e coronata la sua vita acquista un ritmo totalmente differente. Lascia il palazzo solamente per le cerimonie e sempre su un palanchino e accompagnata, fuori casa non può infatti poggiare i piedi per terra. La sua famiglia può farle raramente visita. Non può studiare e compiere lavori, poiché deve essere delicata e pura. I suoi compagni saranno scelti tra un gruppo ristretto e intimo di bambini della sua casta; solitamente i suoi guardiani sono due bambini Newar. Vestirà sempre di rosso, acconcerà i suoi capelli legandoli sulla testa (acconciatura “nido”) e avrà sempre l’occhio di chakchuu, o “occhio di fuoco” disegnato al centro della fronte come simbolo dei suoi speciali poteri e della sua natura divina. I piedi della Kumari sono considerati sacri, e il re (prima della repubblica) li baciava una volta all’anno per purificarsi, così come i malati o i devoti. Non può portare calzature poiché sfiorirebbero tale purezza. Ogni singolo comportamento della Kumari è considerato un presagio buono o cattivo (folle intere si radunano sotto il suo palazzo sperando che la giovane, passando vicino ai balconi, abbozzi un sorriso), e durante le cerimonie la Kumari o i ricevimenti con i governatori o i cittadini più ricchi, è sempre osservata, poiché si crede che ogni suo comportamento negativo (pianto, lamento, tremolio) porti una sciagura diversa. Quando la Kumari viene dimessa, rimarrà zitella a vita, poiché si crede che se qualcuno la sposerà, morirà dopo un mese. Non riceve alcuna istruzione, salvo poche nozioni base da parte di un tutore, poiché vista come onnisciente. Nessuno può darle ordini. La deposizione della Kumari avviene senza nessun programma, poiché la Dea abbandona il suo corpo quando avviene il menarca, o quando viene colpita da malattie o perde sangue (basta un semplice taglio).

PERCHE’ E’ ORA DI CAMBIARE?

Per chiunque visiti il Nepal, la Kumari è sempre qualcosa di interessante da provare a vedere. Tuttavia il loro ruolo è sempre stato in discussione poiché viola i diritti umani, sotto quasi tutti gli aspetti: la Kumari è fondamentalmente una bambina, che seppur venga onorata come fosse qualcosa di veramente speciale, basta guardarla per poco tempo con un occhio diverso per rendersi conto del fatto che, dietro a tutto questo culto, vi è solo una persona che diventa un oggetto, per non dire una schiava. Fortunatamente i maioisti, gestori del potere in Nepal, stanno modificando le tradizioni sempre più radicalmente: le Kumari riescono spesso a sposarsi, in beffa alle superstizioni, hanno diritto all’istruzione e a molti soldi per permettersela, e la loro reintegrazione nel mondo “mortale” dopo la detronizzazione sta diventando sempre più semplice, anche se elle mantengono spesso quell’aspetto “mistico” per tutta la vita. La Kumari Reale di Kathmandu Matina, al trono fino al 2017, ora ha quindici anni, e si è diplomata seguendo un percorso difficile. Ora vuole studiare informatica. Nonostante le Kumari, specialmente in tempi antichi, più che dee erano trattate come statuette religiose, le famiglie dell’eletta e ella stessa è molto onorata di essere scelta. Buona parte del governo vorrebbe abolire questa pratica, poiché contro la moralità, e perché priva le bambine della propria infanzia. Tuttavia molti parlamentari sostengono che invece sia una pratica non da abolire ma semplicemente da modificare, e che in Nepal le emergenze sono altre: purtroppo schiave, spose bambine, ragazzine madri e femminicidi fanno ancora parte della quotidianità. Ma una cosa è certa: essere una Kumari, a mio parere, sarà per sempre un peso insostenibile per una bambina. Non potere piangere, né muoversi, né tremare, né ridere, è una delle cose emotivamente peggiori che ti possano accadere in tenera età. Rubare un0infanzia, crudelmente, teologicamente o in qualunque modo, per me sarà sempre un crimine.

 

 

 

Delia Pittore

Liceo classico Umberto I VA, Biomedico 🧮

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