Elezioni del Presidente della Repubblica del 2022

Pochi sono a non sapere chi rappresenterà l’Italia dopo le elezioni avvenute dal 24 al 29 gennaio 2022, ma è meglio sapere tardi che mai.

Sin da fine 2021 si parla di chi potrebbe prendere il posto dì Sergio Mattarella al Quirinale, sono state molte le indecisioni e, proprio per questo, gli elettori speciali non sono riusciti a prendere una decisione univoca. Mattarella mostra più volte la sua indisponibilità di fronte ad un ipotetico secondo mandato, a dicembre si comunica l’apertura di Mario Draghi, Presidente del Consiglio, ad una probabile elezione cosí come Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, fa a gennaio, ma, a due giorni dall’inizio delle elezioni, si ritira. Il 16 gennaio si continua con la presentazione di Paolo Maddalena, che ottenne l’appoggio di diversi partiti , alcuni dei quali ritirarono il loro sostegno a causa della sua contrarietà all’aborto e al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Ma, come sono avvenute veramente le elezioni? Secondo l’articolo 83 della Costituzione, i cosiddetti elettori speciali, ovvero chi ha il compito di eleggere il presidente, sono in totale 1009: si dividono in 3 delegati per ogni regione, tranne la Valle d’Aosta che ne presenta solo 1, per un totale di 58 delegati, 321 senatori, compresi i senatori a vita, e 630 deputati. La legge stabilisce che il presidente deve essere eletto dalla maggioranza, ovvero da due terzi delle votazioni che, ricordiamo, sono segrete. Nel caso non dovesse essere raggiunta questa maggioranza dopo i primi 3 scrutini, avverrà un quarta votazione in cui è sufficiente la maggioranza assoluta (la metà più 1 degli aventi diritto al voto).

Come avevamo già accennato, i primi tre scrutini risaltarono l’indecisione e l’incapacità dì raggiungere un accordo. Pensate che nel primo scrutinio, Mattarella ebbe 16 voti, invece il più votato fu Paolo Maddalena con 36 voti. Nel secondo, Mattarella raggiunse 39 voti, nel terzo 125 voti. Arrivati al quarto scrutinio, Mattarella fu eletto con 759 voti, il secondo per numero fu Carlo Nordio con 90 voti. Ci furono pure 30 voti dispersi, 25 schede bianche e 13 schede nulle.

Traendo una conclusione, l’Italia dimostra la sua inabilità nel proporre un candidato che riuscisse ad ottenere la maggioranza, ricadendo su una persona che aveva esplicitamente affermato il suo desiderio di non venire rieletto.

 

Articolo di Olga Aggius Vella

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